23 Maggio 1992
19 Luglio 1992
Sei ancora quello
della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con
le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco,
alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza
esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso
ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che
ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando
il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda,
tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli,
le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe
affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
(Salvatore Quasimodo)
